Durante questo periodo di feste in famiglia fatto di alberi di natale, lucine, panettoni, regali e buoni sentimenti, mi sono ritrovata a fare una serie di riflessioni sul senso del concetto di “Famiglia” e su quello dell’importanza di sentirsi parte di un “gruppo familiare”. L’uomo é bravissimo nel creare un mondo in cui tutto si riferisca a sé stesso, a porsi al centro dell’universo (o se preferite del “creato”!) senza notare che anche gli esseri viventi che gli vivono accanto spesso presentano le stesse identiche necessità, gli stessi desideri… A cosa mi riferisco? Mi riferisco al fatto che anche i cani hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo familiare, di avere una famiglia che si prenda cura di loro, di sentirsi inclusi nelle attività quotidiane, di sapere che c’è un piano comune per procacciarsi il cibo, di condividere un luogo sicuro e al riparo dai pericoli, insomma di una Famiglia! Eh sì, perché il cane é un animale altamente sociale proprio come noi e, molto probabilmente, é per questo che ci siamo coevoluti e sentiamo il bisogno di vivere insieme.

Sempre durante le vacanze (forzate!) di Natale ho curiosato molto sui social e mi sono imbattuta in un sacco di appelli di cani che cercano adozione… Tante storie di abbandono, alcune assurde, alcune molto tristi, altre di una banalità e superficialità che lasciano davvero senza parole. In questo mio vagare sul web mi sono soffermata a leggere un post su una pagina che “seguo”, che faceva una bellissima riflessione sul cane anziano, sul doloroso momento del saluto e la accompagnavano i versi di Eugenio Montale “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei é il vuoto ad ogni gradino. Anche così é stato breve il nostro lungo viaggio.”

Ecco, non sto a dirvi quanto mi sia commossa e quante lacrime abbia versato… pensando a Pepina, la mia cagnolina che mi ha lasciato qualche anno fa dopo tanti anni insieme… pensando a tutti i cani a cui ho voluto bene e che non ci sono più!

Poi le lacrime hanno lasciato il posto alla rabbia… Perché? Perché ho ricordato tutti quegli appelli di adozione, perché ho pensato a tutti quei cani che hanno vissuto una vita in famiglia e che poi sono stati abbandonati perché ormai diventati vecchi, stanchi, malandati, anche un po’ noiosi a volte… Non sono più quei cuccioli allegri e divertenti, non sono più quei cani aitanti che ti accompagnavano nelle scarpinate in montagna, o che si tuffavano dalla barca, quelli con cui farsi i selfie fighi!

No. Non lo sono più. Sono cresciuti, sono invecchiati e ora, nel momento in cui hanno maggior bisogno della loro Famiglia vengono abbandonati, mollati, buttati come se fossero “vuoto a rendere”! Lo schifo più totale… La cosa più brutta, cattiva e ignobile che una “persona” possa commettere e alla quale mi sento solo di poter dire “Che Peste ti colga” (E in periodo di Covid ci sta)!!!

Ora, vorrei trasformare questa riflessione dai toni veramente cupi in qualcosa di più positivo e propositivo, rivolgendomi a tutte quelle brave persone che si trovano a dover affrontare la fase della senilità del proprio cane. Un periodo veramente complesso dal punto di vista emotivo che comporta una presa di coscienza, un’accettazione ed una pratica attiva.

Non credo che ci sia cosa più bella e più tenera dello stare vicino al proprio cane diventato anziano. Loro continuano a portare con sé tutto l’amore che hanno per noi e per la vita, spesso facendolo con maggiore saggezza (Non tutti eh!), con ritmi più lenti ma sempre con tanta fiducia. Spesso per noi che li accompagniamo é una prova, perché ci costringe a guardarci dentro, a domandarci cosa sia meglio per il nostro cane ora che é invecchiato, a scegliere di rinunciare a qualcosa che in altri momenti avremmo fatto senza nemmeno pensare, ma che ora lui non é più in grado di fare. Ritengo che sia molto importante affrontare questa esperienza consapevoli che davvero le nostre scelte avranno conseguenze e riflessi nella nostra esistenza per molto, molto tempo… Perché come noi sceglieremo ti trattare il nostro Amico speciale, sarà il riflesso di cosa scegliamo di diventare nel mondo e spesso certe scelte, a posteriori, pesano come macigni.

Il mio consiglio é di farsi aiutare. Oggi fortunatamente ci sono tanti bravi professionisti che possono aiutarvi a mantenere in forma il vostro amico “attempatello”, sia dal punto di vista fisico che da punto di vista cognitivo. Attraverso un buon programma fisioterapico, per esempio, potrete aiutare muscolatura e articolazioni e si potranno avere tanti consigli utili circa il movimento da fargli fare durante la giornata per tenerlo in forma. Attraverso integratori e farmaci ad hoc il vostro veterinario potrà aiutarvi a rallentare e a tenere sotto controllo l’invecchiamento cognitivo. Anche attraverso la giusta dieta e un’adeguata terapia del dolore potrete garantirgli il maggior benessere possibile. Sceglietevi quindi un veterinario formato e informato, ma soprattutto un veterinario empatico che possa capire e aiutarvi nei momenti critici… Cercate bene, esistono!!

Ci possono essere molte attività ludiche da far fare al cane anziano per mantenerlo in forma ed attivo, dal punto di vista fisico e mentale… perché per loro, come per noi, vale il principio che se lo “spirito” rimane alto tutto é più facile! Il vostro cane ha solo qualche giorno, mese, anno in più ma é sempre lui con i suoi pregi ed i suoi difetti, per cui non relegatelo in casa su un divano a dormire tutto il giorno! Stimolatelo, fatelo uscire, portatelo nei posti che ama, fatelo camminare, annusare e preparategli dei pasti che mangi con gusto… e, soprattutto, condividete con lui più tempo che potete assaporando ogni singolo istante perché é davvero prezioso! Sono sicura che se vi soffermate a pensare a tutti gli amici che avete avuto durante la vostra vita, vi renderete conto che il vostro cane é davvero l’unico vero Amico per sempre!

Vivete al meglio il tempo con il vostro cane, sarà il vostro Migliore Amico e il più grande Maestro!